Molti clienti ci chiedono: “Con quello che sento in giro, cosa conviene davvero?

La risposta dipende dalla situazione personale, perché la scelta tra fisso e variabile si decide quasi sempre su 3 fattori:

  • quanto vuoi stabilità nella rata;
  • quanto margine hai sul tuo budget mensile;
  • quanto sei esposto a cambiamenti futuri (lavoro, famiglia, spese, entrate).

La domanda corretta non è “qual è il tasso migliore”, ma: quale mutuo reggi meglio nel tempo.

Come funziona davvero il tasso fisso

Con il tasso fisso:

  • la rata resta stabile nel tempo;
  • la pianificazione diventa più semplice;
  • l’impatto degli aumenti dei mercati resta fuori dal tuo mutuo;
  • il costo è più prevedibile e “controllabile”.

È spesso la scelta preferita da chi vuole:

  • tranquillità;
  • un equilibrio chiaro nel budget familiare;
  • un percorso lineare e senza sorprese.

👉 Il fisso è una scelta di stabilità: paghi la serenità, proteggi la continuità.

Come funziona davvero il tasso variabile

Con il tasso variabile:

  • la rata può cambiare nel tempo;
  • l’andamento dipende dai tassi di mercato;
  • in alcuni momenti può risultare più conveniente;
  • in altri momenti può diventare più impegnativo.

È spesso la scelta più adatta a chi:

  • ha margine economico mensile;
  • gestisce con facilità eventuali aumenti;
  • preferisce sfruttare fasi di mercato favorevoli;
  • punta a una durata più breve o a estinguere prima.

Il variabile è una scelta di flessibilità e opportunità, con un rischio calcolato.

 

Caso reale: stesso mutuo, due scelte diverse

Due clienti, stesso immobile, stesso importo richiesto. Situazione reddituale simile, stesso obiettivo: acquistare casa in modo sostenibile.

Il primo cliente sceglie il tasso fisso. La priorità era una sola: sapere con precisione quanto avrebbe pagato ogni mese, senza variazioni nel tempo. La rata risulta leggermente più alta rispetto ad altre opzioni, ma la serenità è immediata: budget stabile, gestione più semplice, nessuna sorpresa anche in caso di oscillazioni dei mercati.

Il secondo cliente sceglie il tasso variabile. In quel momento la rata parte più leggera e questo crea un vantaggio concreto nel breve periodo. La scelta viene fatta con consapevolezza, perché il cliente ha margine mensile e un piano chiaro: monitorare l’andamento e valutare eventuali strategie future, come una surroga o un cambio struttura.

Entrambe le scelte funzionano. La differenza la fa il profilo del cliente e il modo in cui il mutuo viene progettato fin dall’inizio.

 

Errore comune: scegliere “quello che fanno tutti”

❌ Seguire la tendenza del momento.

Spesso succede così:

  • “Tutti stanno facendo il fisso, allora faccio il fisso”;
  • “Ora il variabile sembra conveniente, allora faccio il variabile”.

👉 Il punto è che ogni mutuo va costruito sulla persona, non sulla moda del mercato.

Metafora salute: prevenzione vs rischio calcolato

  • Il tasso fisso è come scegliere la prevenzione: una strategia stabile, che riduce l’imprevedibilità.
  • Il tasso variabile è come un rischio calcolato: funziona bene quando hai margine, controllo e un piano.

Entrambe le scelte possono essere corrette. Conta il contesto, come sempre.

Quando serve un’analisi professionale

Un’analisi diventa fondamentale quando:

  • l’acquisto è importante e il mutuo dura 20–30 anni;
  • il reddito può cambiare nel tempo;
  • ci sono spese familiari variabili (figli, scuola, auto, affitto, progetti);
  • si desidera flessibilità futura;
  • si vuole capire l’impatto reale sul costo complessivo, oltre la rata.

Un consulente:

  • confronta più banche e più strutture;
  • traduce i numeri in scelte pratiche e sostenibili;
  • aiuta a progettare il mutuo in base alla vita reale.

👉 Il tasso è un pezzo della decisione.

La strategia è ciò che fa davvero la differenza.