Ubi Banca si oppone all’Ops di Intesa Sanpaolo

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Ubi Banca si oppone all’Ops di Intesa Sanpaolo

I soci del patto Car, il blocco di consultazione che raggruppa circa il 18% del capitale di UBI Banca, ha definito inaccettabile l’offerta pubblica di scambio avanzata da Intesa Sanpaolo, in quanto ostile, non concordata e non coerente con i valori impliciti di Ubi.

Al termine della riunione tenutasi a Palazzo del Monte a Bergamo, alla presenza dei soci storici bresciani e bergamaschi e delle fondazioni, infatti, i soci hanno ritenuto di dover tutelare il loro investimento e la forte territorialità della banca, ricordando come la stessa sia sana, stabile, redditizia e ben gestita, rappresentando di fatto una realtà centrale per l’intero sistema socio-economico del nostro Paese.

Per bocca di Mario Cera, componente del comitato direttivo, il Car non esclude nessuna azione, nemmeno quella di aumentare la propria quota nel capitale della Banca. Probabile che Intesa Sanpaolo, che al momento della presentazione dell’offerta aveva auspicato di ottenere l’ok da parte di 2/3 del capitale, ora abbassi tale soglia al 50%.

La presa di posizione degli azionisti storici appare cozzare nettamente con quanto auspicato da Carlo Messina, numero uno di Intesa Sanpaolo, che presentando l’offerta a sorpresa, aveva definito tale operazione come l’occasione per creare valore a favore degli azionisti di entrambi i gruppi. Lo stesso manager ha poi negato l’esistenza di un piano di riserva in caso di fallimento dell’offerta, dicendosi comunque molto fiducioso circa il buon esito dell’operazione. Messina ha poi aggiunto che tale mossa risulta allinearsi con le aspettative della BCE, che da tempo invoca un consolidamento del settore bancario, in modo da creare colossi europei in grado di competere con Usa e Cina, pronosticando altre operazioni simili nei prossimi mesi.

Positiva anche la valutazione espressa dal presidente di Mediolanum Ennio Doris, secondo il quale l’affare avrebbe ricadute positive su tutto il mercato, in quanto non si tratterebbe del salvataggio di una banca in crisi da parte di una banca forte come in altri casi, bensì di un’autentica sinergia fra due realtà forti e sane, con l’obiettivo di migliorare i risultati.

A seguito dell’offerta, la società S&P Global Ratings ha immediatamente posto il rating di UBI Banca in “creditwatch positivo”, annunciando un ulteriore possibile rialzo dello stesso in caso di buona riuscita della fusione.

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