Pubblicati gli esiti degli stress test della Bce: Mps e Carige bocciate

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Pubblicati gli esiti degli stress test della Bce: Mps e Carige bocciate

Gli esiti degli stress test della Bce sono stati resi pubblici ed è emerso che 13 banche dell’Eurozona, di cui 4 italiane, non sono riuscite a superare l’esame dei bilanci. Tra le italiane due devono aumentare il proprio capitale per salvarsi: Monte dei Paschi di Siena, che dovrà raccogliere 2,11 miliardi di Euro, e Carige, che ne dovrà raccogliere 810 milioni. Le altre due, Popolare di Milano e Popolare di Vicenza, si sono salvate in extremis, realizzando un aumento di capitale “sul filo di lana”, come ha dichiarato la stessa Bce in un comunicato stampa. Come conseguenza di ciò, i titoli in borsa delle due banche bocciate sono crollati vertiginosamente, con Mps che ha toccato il – 21,5% e Carige il -17,2%, prima che la Consob li sospendesse dalle contrattazioni per eccesso di ribasso.

La valutazione della Bce si basa su dati aggiornati al 31 dicembre scorso. A quel punto, 25 banche, di cui 9 italiane (in aggiunta Veneto Banca, Banco Popolare, Credito Valtellinese, Popolare di Sondrio e Popolare dell’Emilia-Romagna) non superavano le soglie prefissate. Nel corso del 2104, tuttavia, 12 di queste hanno aumentato il proprio capitale, riportandolo sopra la soglia dell’8%. Nonostante ciò, tutti e 25 gli istituti (oltre alle 9 banche italiane, ce ne sono 3 greche, 3 cipriote, 2 slovene, 2 belghe, una ciascuno di Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Austria) dovranno comunque presentare un piano di rientro entro il 10 novembre, nel quale illustreranno gli aumenti di capitale già fatti ed altre misure in programma, come dismissioni di attivi e utili non distribuiti. I 13 tuttora inadempienti dovranno inoltre specificare come intendono riportarsi sopra i valori richiesti con operazioni da realizzarsi nei prossimi nove mesi.

I dati sui 15 istituti italiani fanno emergere la necessità di ulteriori accantonamenti sui crediti per 12 miliardi di Euro, il doppio rispetto ai 6,7 miliardi della Germania e ai 5,6 miliardi della Francia e quattro volte i 3 miliardi della Spagna. Si tratta di un calcolo teorico, che non comporta un impatto diretto sui bilanci anche se, con l’avvio della vigilanza unica presso la Bce, non potrà essere ignorato. La maggior parte degli aggiustamenti evidenziati dalla Bce non riguarda le piccole imprese o i mutui, ma i crediti alle grandi aziende: infatti, da questo segmento arrivano 10,6 dei 12 miliardi di ulteriori accantonamenti.

2014-11-11T18:19:32+01:0011.11.2014|Tag: , , , , , |
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