No Bail-in per Pop.Vi e Veneto Banca

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No Bail-in per Pop.Vi e Veneto Banca

Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno richiesto ufficialmente una ricapitalizzazione precauzionale al Mef, a Banca d’Italia e alla Bce.

La domanda di aiuti statali deve essere valutata dalla Bce analizzando il reale ammanco per i due istituti e, sulla base dello stesso, determinare l’aumento di capitale essenziale per la ripresa delle banche.

Rimane il dubbio circa il ruolo dello Stato in caso di ricapitalizzazione, ossia, se otterrà o meno un ruolo di maggioranza pubblica. In realtà, il decreto Salva Banche, così come previsto dal Governo, non include l’ipotesi di un’operazione mista pubblico-privato ed inoltre, nel caso in cui si decidesse di ammetterla, è poco chiaro come sarebbe calcolato il capitale introdotto dal Fondo Atlante: è svalutato, oppure considerato alla stregua di quello statale?

In merito alla richiesta formale di ricapitalizzazione precauzionale fatta dai due istituti veneti, si sottolinea che, nonostante le banche siano solvibili, per determinare tale solvibilità si debbano guardare gli indici patrimoniali, come l’Lcr e la capacità di poter ripianare le perdite pregresse: per Veneto Banca e Popolare di Vicenza è sufficiente avere un esito Opt intorno al 60 – 70% di adesioni.

Secondo i dati a disposizione, le adesioni si aggirano intorno al 56% delle quote per Veneto Banca e al 53% per la Popolare di Vicenza e tali percentuali si presumono essere in aumento per entrambi gli istituti.

Nel frattempo, la Bce ha chiesto due diversi piani, in quanto le banche non sono ancora formalmente fuse, ma questo non influenzerà in alcun modo la prossima fusione.

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