L’Imposta di Registro si paga anche se il preliminare non è registrato

//L’Imposta di Registro si paga anche se il preliminare non è registrato

L’Imposta di Registro si paga anche se il preliminare non è registrato

L’imposta di registro è dovuta anche se il contratto preliminare non viene registrato.
Quest’informazione è contenuta nel paragrafo 6 della circolare 22/E/2013 ed è la risposta ai dubbi contenuti nella dottrina (Notariato, Studio n. 102/2012/T).
L’agenzia delle Entrate specifica che “qualora le parti decidano di non stipulare alcun contratto preliminare, l’eventuale pagamento di acconti in esenzione, senza pagamento dell’imposta di registro nella misura del 3%, in quanto sugli acconti non è dovuto il registro, se non c’è un atto, non sottrae definitivamente l’operazione a tale tributo.”
Al momento del rogito, infatti, non è sufficiente assoggettare a Iva l’importo dovuto a titolo di saldo del prezzo pattuito, ma occorre applicare l’imposta di registro sull’intero valore dell’immobile, deducendo dall’imponibile di tale imposta il solo corrispettivo già “ivato”.
Allo stesso modo se, con un preliminare registrato, sono stati pagati acconti per i quali si è scontata l’imposta di registro nella misura del 3 per cento. Anche in questo caso, se, al momento del rogito, il cedente decide di scegliere l’imponibilità Iva, è comunque necessario applicare all’imposta di registro il valore dell’immobile al netto del corrispettivo soggetto ad Iva, sottraendo dall’imposta così determinata quanto già pagato in relazione agli acconti.

2014-07-14T12:51:29+02:0001.07.2013|Tag: , , , |