Ecco la ripresa!

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Ecco la ripresa!

La Banca d’Italia ha previsto una crescita per l’economia italiana, dovuta all’aumento della domanda interna, dell’occupazione e dei consumi delle famiglie. Nel quarto trimestre del 2017 il Pil ha avuto una crescita dello 0,4% e le previsioni indicano che per il biennio 2019 – 2020 ci sarà un’espansione del 1,2%. Le indagini indicano una rinnovata fiducia verso le aziende e il crearsi di condizioni favorevoli per il risparmio di capitali: indagini confermate anche dall’aumento delle spese riguardanti gli investimenti.

Secondo il parere degli economisti è ancora presente un sostegno delle politiche espansive economiche e nello specifico la finanza pubblica, con il suo andamento, permetterà l’espansione del Pil per due decimi, sia per quest’anno che per il prossimo. Dall’altro lato, le politiche della Bce dei prossimi anni sosterranno la crescita per meno di un mezzo punto percentuale.

L’occupazione è in aumento, anche riguardo alle ore lavorate da ogni occupato, anche se la media è ancora sotto i livelli ante-crisi, con un livello di disoccupazione stabile sotto l’11,2%. Alla crescita occupazionale si è accompagnata una maggiore fiducia da parte dei disoccupati di riuscire a trovare lavoro. I salari restano ancora bassi, anche se i contratti rinnovati negli ultimi mesi dell’anno mostrano degli aumenti. I consumi delle famiglie hanno cominciato a trarre beneficio dall’aumento dell’occupazione e dai tassi d’interesse reali bassi.

Secondo Bankitalia, il disavanzo pubblico e il debito in rapporto al Pil sono in diminuzione. Stando ai dati preliminari raccolti sembrerebbe che nel 2017 il disavanzo sia diminuito rispetto al 2016, anche se tale valutazione non considera gli effetti dell’indebitamento netto dovuto agli interventi resi necessari per sostenere il settore bancario. Inoltre, è stato stimato un rapporto debito/Pil leggermente ridotto rispetto al passato.

I prestiti nel settore privato sono aumentati, anche se le imprese continuano a prediligere il ricorso ad emissioni di obbligazioni societarie; i finanziamenti riguardano soprattutto il settore della manifattura. I crediti deteriorati sono diminuiti, così come anche le nuove sofferenze.

Gli investitori, in generale, cominciano a percepire meno rischiosi i mercati italiani e la Banca d’Italia consiglia di cogliere il momento favorevole dell’economia per cominciare, seriamente, a ridurre il debito pubblico.

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