Carige: c’è il sì per il salvataggio

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Carige: c’è il sì per il salvataggio

L’accordo è stato raggiunto: grazie ad un aumento di capitale da 700 milioni, verranno emessi Warrant e un nuovo prestito subordinato. Il Fitd, (Fondo Interbancario Tutela Depositi), lo Svi (Schema volontario di intervento del Fitd), la CCB (Cassa Centrale-Credito Cooperativo Italiano) e la SGA (Società per la gestione Attività), oltre ad altre istituzioni finanziarie primarie, rafforzeranno il patrimonio del gruppo. 

Aumento di capitale, che come detto sarà di 700 milioni, è così ripartito: 313,2 milioni dallo Svi, 63 milioni dalla CCB, 85 milioni dagli azionisti della banca in proporzione alla percentuale di capitale detenuta, infine 238,8 milioni dal Fitd. “L’accordo è solo il primo passo del progetto di risanamento del gruppo” sottolinea la banca, che ha reso nota la firma sull’accordo stesso.

Punto cardine per il risanamento dell’istituto ligure è la riduzione dei rischi insiti nel portafoglio creditizio. Sarà consentito l’acquisto di azioni con uno sconto del 50% sul prezzo di mercato. Lo Svi si sta adoperando per trovare un modo grazie al quale riconoscere azioni gratuite per un controvalore di 10 milioni a favore degli azionisti attuali.

Tutte queste azioni di rafforzamento patrimoniale consentiranno alla banca di registrare nei prossimi anni indicatori gestionali in linea con i livelli di mercato, con un NPE Ratio inferiore al 5% e un Total Capital Ratio superiore al 15%. La palla passa ora ai soci per l’approvazione dell’operazione in assemblea.

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