Blocco dei mutui ed agevolazioni nell’emergenza Coronavirus

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Blocco dei mutui ed agevolazioni nell’emergenza Coronavirus

1) Quali sono le condizioni per la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per l’acquisto della prima casa? 

I titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa possono sospendere il pagamento delle rate, fino a diciotto mesi, al verificarsi di specifiche situazioni di temporanea difficoltà, destinate ad incidere negativamente sul reddito complessivo del nucleo familiare:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato;
  • cessazione dei rapporti di lavoro parasubordinato, o di rappresentanza commerciale o di agenzia;
  • morte o riconoscimento di grave handicap ovvero di invalidità civile non inferiore all’80 per cento.

Può presentare domanda di accesso ai benefici del Fondo il proprietario di un immobile adibito ad abitazione principale e titolare di un mutuo contratto per l’acquisto dello stesso di importo non superiore a 250.000 euro ed in possesso di indicatore ISEE non superiore a 30.000 euro. Il mutuo deve, inoltre, essere in ammortamento da almeno un anno al momento della presentazione della domanda. È ammissibile anche il titolare del contratto di mutuo già in ritardo nel pagamento delle relative rate, purché il ritardo non superi i 90 giorni consecutivi.

Il Governo ha esteso l’intervento del Fondo anche alle ipotesi di sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito.

2) I lavoratori autonomi ed i liberi professionisti possono accedere alla sospensione del pagamento delle rate del mutuo per l’acquisto della prima casa? 

Sì, il Governo ha esteso l’accesso anche ai lavoratori autonomi ed ai liberi professionisti che autocertifichino, ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 445/2000, di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus.

3) Per accedere alla sospensione del pagamento delle rate del mutuo per l’acquisto della prima casa è necessario produrre l’Isee? 

No, viste le eccezionali circostanze legate all’emergenza Covid-19, il Governo ha deciso di escludere temporaneamente l’Isee per l’accesso al Fondo.

4) Per le imprese sono previste moratorie e sospensioni? 

Sì, il Governo ha previsto specifiche misure per le microimprese e le piccole e medie imprese italiane, che hanno contratto prestiti da banche o da altri intermediari finanziari.

Per tali finanziamenti, il Governo ha disposto che:

  • le linee di credito accordate «sino a revoca» ed i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti non possono essere revocati fino alla data del 30 settembre 2020;
  • la restituzione dei prestiti non rateali con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 è rinviata fino alla stessa data alle stesse condizioni e con modalità che, da un punto di vista attuariale, non risultino in ulteriori oneri né per gli intermediari né per le imprese;
  • il pagamento delle rate di prestiti con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 è riscadenzato sulla base degli accordi tra le parti o, in ogni caso, sospeso almeno fino al 30 settembre 2020, secondo modalità che assicurino la continuità degli elementi accessori dei crediti oggetto della misura e non prevedano, dal punto di vista attuariale, nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti.

La misura si rivolge specificamente alle microimprese e piccole e medie imprese che, benché non presentino esposizioni deteriorate, hanno subito in via temporanea carenze di liquidità per effetto dell’epidemia, che non implicano comunque modifiche significative alla loro capacità di adempiere alle proprie obbligazioni debitorie. A questo scopo, le imprese sono tenute ad autocertificare di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia Covid-19.

Infine, la misura predisposta dal Governo si applica ai finanziamenti di cui sono beneficiarie le imprese che, alla data di pubblicazione del DL 17 marzo 2020, n. 18, non siano segnalate dall’intermediario in una delle situazioni che qualificano il credito come «deteriorato» ai sensi della disciplina rilevante.

5) Il Fondo Pmi può essere utilizzato anche da persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni? 

Le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni possono accedere al Fondo Pmi per ricevere una garanzia, gratuita e senza valutazione, per nuovi finanziamenti fino a 3.000 euro e per un periodo massimo di 18 mesi meno un giorno. Per accedere alla garanzia è sufficiente una dichiarazione autocertificata ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000, con la quale si dichiara che la propria attività è stata danneggiata dall’emergenza Covid-19.

6) Le nuove forme di garanzia sono destinate anche al settore dell’agricoltura e della pesca? 

Il Governo ha esteso anche al settore dell’agricoltura e della pesca le disposizioni in materia di Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, attraverso le specifiche garanzie rilasciate dal l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea). A tale scopo, sono destinati 80 milioni di euro da assegnare all’Ismea per tali misure di garanzia.

7) Nonostante l’ampia articolazione delle misure disposte dal Governo sono in previsione ulteriori misure di garanzia o finanziamento? 

Con un decreto di natura non regolamentare del ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, verranno previste ulteriori misure di sostegno finanziario alle imprese, anche attraverso il rilascio di finanziamenti a tasso agevolato e di garanzie fino al 90% a favore delle banche e degli altri intermediari che eroghino nuovi finanziamenti a favore delle imprese.

8) Per le grandi imprese il Governo ha previsto misure simili? 

Il Governo ha predisposto misure che consentono:

  • alle banche, con il supporto di Cassa depositi e prestiti Spa (Cdp), di erogare più agevolmente finanziamenti alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della emergenza Covid-19;
  • a Cdp, per supportare le banche che erogano i predetti finanziamenti tramite specifici strumenti quali plafond di provvista e/o garanzie di portafoglio, anche di prima perdita, rispetto alle esposizioni assunte dalle banche stesse;
  • allo Stato, per concedere «controgaranzie» fino ad un massimo dell’80% delle esposizioni assunte da Cdp e a condizioni di mercato, con un evidente effetto moltiplicativo delle risorse a disposizione del sistema.

Mentre il Fondo Pmi opera solo a beneficio di Pmi (imprese con un fatturato inferiore a 50 milioni di euro annui, numero di dipendenti inferiore a 250 unità e attivo di bilancio inferiore a 43 milioni di euro), le ulteriori misure disposte dal Governo operano anche a favore di imprese non qualificate quali Pmi ai sensi della normativa europea.

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