Banca Popolare di Vicenza: 1500 esuberi

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Banca Popolare di Vicenza: 1500 esuberi

In un comunicato ufficiale, il presidente Gianni Minion parla di 1500 esuberi e ammette che l’errore maggiore è stato evitare di dire subito chiaramente la gravità della situazione ed aggiunge che, ad oggi, una soluzione al problema non è più riinviabile.

L’importanza di trovare un accordo con i sindacati è fondamentale quanto difficile, vista l’impossibilità di gestire tali esuberi solo attraverso l’utilizzo dei fondi a disposizione per i bancari; gli stessi sindacati avevano già annunciato “barricate” e proteste ancor prima che il dato degli esuberi fosse ufficiale, ed ora che la grave situazione è confermata, il malcontento sta crescendo a dismisura.

Il Cda che si sta svolgendo in questi giorni, oltre alla problematica degli esuberi, ha dovuto cercare di porre rimedio ad altri tre punti fondamentali: i numerosi reclami giunti alla banca in questi mesi, l’azione di responsabilità e il piano industriale.

Per ora non è previsto l’intervento di altri soci nel capitale, anche perché è sempre di più nell’aria la possibile fusione tra Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Minion dice che al momento la fusione è l’unica possibilità e proprio davanti a questa eventualità sempre più concreta, i sindacati hanno espresso a gran voce il loro parere: se la Popolare di Vicenza dovesse procedere con i licenziamenti “sarà guerra senza fine”, affermano all’unisono i segretari generali di First -Cisl, Fisac-Cigl, Sinfub; ugl Credito, Uilca e Unisin. I sindacati hanno poi duramente sottolineando che se la Banca spera di trovare in loro un alleato si sbaglia e che, se sarà necessario, procederanno con mobilitazioni del personale e della categoria.

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