31 gennaio 2018

Le banche del futuro

E’ ormai diverso tempo che stiamo assistendo alla chiusura di un numero sempre più elevato di istituiti bancari e le stime della FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) contano ulteriori 3mila tagli entro il 2019.

Il Fondo monetario internazionale sottolinea come Italia e Spagna siano i paesi europei con il maggior numero di filiali bancarie aperte fisicamente al pubblico: fenomeno dovuto a varie contingenze, come l’età media della popolazione e la distribuzione della ricchezza.

Il punto sorprendente, però, è che secondo i dati del Fmi in 134 Paesi del mondo, collocati soprattutto nei mercati emergenti (Brasile, India, Indonesia, Messico, Russia e Turchia), il numero delle filiali e dei bancomat attivi sono in aumento rispetto al 2008. Inoltre, la Federal Reserve ha stimato che negli Stati Uniti, nonostante il forte sviluppo tecnologico, l’84% dei clienti entra fisicamente in filiale, almeno una volta all’anno, per chiedere la consulenza degli impiegati soprattuto in tema di investimenti da effettuare.

Le filiali del futuro saranno sempre più automatizzate, almeno per le attività ordinarie, con la creazione di bancomat evoluti, che consentano ai consumatori di svolgere in completa autonomia operazioni per le quali, ad oggi, c’è bisogno di rivolgersi allo sportello; in questo modo gli impiegati, sempre più formati e preparati, potranno dedicarsi ad assistere il cliente nello svolgimento delle attività più complesse.

Quindi la filiale fisica resterà, anche nelle banche del futuro, perché il valore delle relazioni umane con il personale è insostituibile da qualsiasi macchinario.

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