9 maggio 2014

La Bce lascia i tassi invariati allo 0,25%

La Banca Centrale Europea ha annunciato che manterrà il suo tasso di riferimento al minimo storico dello 0,25%. Una decisione ampiamente prevista e soprattutto scontata, in vista della pubblicazione, il prossimo giugno, di una serie di indicatori macroeconomici sullo stato di salute dell’Eurozona e dei possibili interventi per sventare il rischio di un periodo troppo prolungato di bassa o bassissima inflazione. L’ipotesi di un possibile ritocco del tasso da parte della Bce ha perso subito consistenza dopo che il dato di aprile sull’incremento medio del costo della vita nei Paesi dell’unione monetaria si è assestato allo 0,7%, in lieve aumento rispetto al preoccupante 0,5% dello scorso mese di marzo.

Il presidente della Bce Mario Draghi ha confermato le previsioni già fatte in precedenza sulla ripresa europea, spiegando che i tassi attuali sono destinati a restare per un periodo ”prolungato” di tempo. Inoltre, ha aggiunto che il consiglio della Bce è unanime nel tenere aperta la possibilità di utilizzare “misure non convenzionali” per sostenere l’andamento dei prezzi e contrastare il rischio della bassa inflazione.

Rispetto alla questione Euro, l’andamento dei tassi di cambio sarà seguito da vicino dalla Bce, la quale monitorerà molto attentamente le possibili ripercussioni dei rischi geopolitici con chiaro riferimento alla crisi in Ucraina ed all’impatto delle sanzioni contro la Russia.

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