7 Giugno 2018

Fine del Quantitative Easing e aumento dell’Euribor

I mercati sono ancora in attesa dell’annuncio della Bce sulla fine del Qe, ma già l’Euribor ha iniziato a salire. La Bce, tramite le parole del capo economista Peter Praet, si è detta pronta a valutare le modalità di uscita dalle politiche ultra – espansive ed, a questo annuncio, è subito seguita una modifica nel cambio euro-dollaro.

L’avvio della procedura sulla riduzione degli acquisti sarà graduale e partirà, presumibilmente, dal primo ottobre. A breve il presidente Mario Draghi potrebbe annunciare ufficialmente il c.d tapering, ossia la riduzione degli acquisti del Qe, che porterà, seppur gradualmente, alla fine del programma.

L’organo decisionale, composto da 6 membri del Comitato esecutivo e 19 governatori delle banche centrali dei Paesi aderenti all’euro, dovrà tenere in considerazione vari aspetti: l’aumento dell’inflazione, l’andamento dell’economia, le continue turbolenze geopolitiche che possono minare la crescita e la limitata quantità dei titoli di Stato tedeschi che possono essere acquistati nel Public Sector Purchase Programme (PSPP).

Il Qe della Bce, rispetto a quello della Federal Reserve o della Banca del Giappone, ha vari limiti rispetto ai titoli di Stato acquistabili e deve rispettare due punti: la “chiave capitale” (riguarda le quote dei 19 Paesi euro azionisti della Bce, stabilite tenendo in considerazione il Pil) e la soglia del 33% del possesso dei titoli per emittente e per emissioni.

Proprio a causa di questi vincoli da rispettare, la Germania è certamente la più avvantaggiata: la Bce ha dovuto acquistare i titoli tedeschi, mentre lo Stato ha diminuito il suo debito/Pil e lo stock del debito pubblico.

La Bce, però, potrebbe annunciare una modifica alla chiave capitale o al tetto del 33%, oppure, se necessario, potrebbe decidere di ampliare gli asset acquistabili.

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