19 giugno 2017

FED alza i tassi

La Fed ha rialzato i tassi aumentando il costo del denaro di 25 punti base, arrivando all’1 – 1,25% e così facendo, si è evitato di dare troppa importanza al calo dell’inflazione avvertito in aprile e legato quindi all’andamento del primo trimestre, anche se le previsioni di crescita dell’inflazione sono state riviste e stimate intorno all’1,6%, rispetto all’1,9% previsto a marzo.

La strada ipotizzata per il tasso d’interesse è rimasta invariata: il Fed Founds rate dovrebbe attestarsi tra l’ 1,25% e l’1,50% entro la fine del 2017; a fine 2018 tra il 2% e il 2,25% ed a fine 2019 al 3%, che rappresenta il livello di equilibrio.

La Fed è certa che la crescita economica e il calo della disoccupazione porteranno ad un aumento dei prezzi, anche se ad oggi l’aumento dei salari è debole e molti sostengono che la correlazione tra il calo della disoccupazione ed l’aumento dell’inflazione sia solo ipotetica. Inoltre, il mercato stima al 2% il tasso di lungo periodo, anziché al 3%, evidenziando il bisogno di mantenere il costo del credito basso ancora per diverso tempo.

In ogni caso, la Fed crede fermamente nella ripresa dell’economia, tanto che ha annunciato le modalità con cui ridurrà il suo bilancio: lo strumento utilizzato per definire l’orientamento della politica monetaria è rappresentato dal livello dei tassi d’interesse. Il Qe è stato fondamentale per portare a 4.500 miliardi di dollari l’attivo della Fed e questo ha liberato i portafogli di diverse banche e società finanziarie, invogliandole ad investire ancora.

Attraverso il mancato reinvestimento dei titoli in scadenza si avrà la riduzione del bilancio: la Fed ha previsto una soglia massima, crescente nel tempo, sottolineando che potranno essere reinvestiti solo l’ammontare dei rimborsi che superano tale soglia. L’unico problema, in questo caso, sarà dato dalla riduzione delle riserve, le quali saranno comunque maggiori rispetto a quelle presenti nel periodo della crisi.

Rispetto all’inizio dell’operazione la Fed non ha comunicato date, specificando solo che si potrà fare quando i tassi saranno abbastanza elevati, presumibilmente entro la fine dell’anno.

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