Eurozona: crescita lenta

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Eurozona: crescita lenta

Nel corso di una riunione davanti al Parlamento europeo, il presidente della Bce Mario Draghi ha messo in allerta i governi con alto debito pubblico, come quello italiano: la banca centrale è pronta a contrastare il rallentamento economico, ma i governi devono avere presente che l’indebitamento porta ad una perdita di sovranità perché l’ultima parola spetta ai mercati.

La situazione attuale è più debole rispetto a quanto ci si aspettava; inoltre, i fattori geopolitici, la minaccia del protezionismo e la Brexit continuano a causare incertezza. A questo riguardo Draghi specifica: “ Il consiglio direttivo è pronto ad agire in modo appropriato con tutti gli strumenti a disposizione”.

Nelle scorse settimane, il consiglio direttivo ha annunciato che i tassi d’interesse resteranno invariati per un periodo più lungo del previsto; il mercato si aspetta dei rialzi verso la metà del 2020. Per quanto riguarda l’Italia, Draghi specifica: “L’economia italiana è cresciuta e sta crescendo meno delle altre economie della zona Euro”, ma ha aggiunto che è ancora presto per decidere se il governo Conte deve modificare le manovre per poter mettere in ordine le finanze pubbliche.

Il presidente ha esortato i paesi della zona Euro a restare uniti sul fronte economico e politico; ha sottolineato che la moneta unica ha aumentato l’occupazione, dal 59% al 67%, anche se il ruolo dell’Euro si è indebolito nel corso degli ultimi anni.