11 aprile 2018

Cambiano i benchmark USA

La Federal Reserve Bank di New York, insieme all’ufficio di ricerca del Dipartimento del Tesoro Usa, metterà sul mercato il SOFR (Secured Overnight Financing Rate), un tasso che sostituirà il LIBOR (London Interbank Offered Rate), dopo i numerosi scandali che lo hanno colpito legati a manipolazioni e costati multe miliardarie a grandi istituti di credito.

Il nuovo calcolo si basa sugli scambi effettivamente avvenuti sui mercati, a differenza del LIBOR che si basava sulle osservazioni degli operatori del settore. Inoltre, rispetto ai precedenti benchmark, i nuovi sono basati su contratti a termine garantiti da un collaterale (in questo caso si tratta dei titoli di Stato Usa). Il nuovo tasso si riferisce ai tassi overnight, pubblicati a frequenza giornaliera, mentre il tasso Libor presentava una serie di scadenze che arrivavano fino ai 12 mesi.

E’ certamente complesso realizzare la struttura a temine che serve per far funzionare il SOFR e proprio per questo, il giorno 7 maggio 2018, il Chicago Mercantile Exchange (principale piazza di scambi per i derivati) promuoverà contratti future a uno/tre mesi sul nuovo tasso, per cercare di creare un mercato di riferimento e rimediare così alla mancanza di indicatori per la giornata.

La strada scelta dagli Usa per eliminare il LIBOR, passando ad un tasso che si basa su scambi di denaro garantiti da un collaterale, è stata seguita solo dalla Svizzera; altri paesi, invece, hanno scelto una strada più in linea con il vecchio tasso, ma che rischia di portare a valori più incerti.

La zona euro, invece, si sta muovendo su due vie diverse. L’European Money Markets Institute (Emmi) ha provato a creare un nuovo Euribor, ma visto lo scarso successo ha cambiato rotta, puntando ad un metodo al quale si sta però ancora lavorando. La Bce, invece, ha portato avanti la riforma dell’ EONIA (European Overnight Index Average) che dal 2020 sarà determinato dalle transazioni non garantite da collaterali avvenute sul mercato.

Molti esperti ritengono che l’EONIA andrà a sostituire l’EURIBOR, anche se al momento è ancora difficile stabilire i risultati. E’ meglio evitare di sbilanciarsi e il problema principale potrebbe essere rappresentato dalla forte aleatorietà del nuovo parametro.

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