3 Gennaio 2019

Bce tutto uguale fino a metà 2019

Per continuare una politica monetaria “agevole”, nonostante la fine del Qe, la Bce ha previsto di reinvestire, ancora per un lungo periodo dopo l’inizio del rialzo dei tassi, il capitale rimborsato dei titoli in scadenza acquistati attraverso l’Asset purchase programme. 

Mario Draghi, presidente della Bce, afferma: “Intendiamo reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e dopo la data del primo aumento di tassi ed in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli ed un ampio grado di accomodamento monetario”. 

La decisione della Bce è quella di reinvestire in un nuovo titolo con la stessa scadenza del titolo rimborsato, cercando di essere meno invasiva della Federal Reserve che nell’operazione c.d. “Twist” ha venduto titoli a breve termine per comprarne a lungo termine. Rispetto al possibile inserimento di nuova liquidità per le banche da parte della Bce, Draghi specifica che è un’operazione che deve ancora essere valutata.

Tutto questo avviene in un quadro economico di rallentamento: il Pil dell’Eurozona crescerà del 1,90% nel 2018, dell’ 1,70% nel 2019 e nel 2020, disattendendo le aspettative degli investitori. 

La forward guidance sui tassi evidenzia che il rallentamento continua ad essere considerato normale e Draghi sottolinea che “E’ una crescita più debole, non una debole crescita”, causata da condizioni esterne come  “i fattori geopolitici, la minaccia del protezionismo, la vulnerabilità dei mercati emergenti e la volatilità dei mercati finanziari”.

Il rallentamento riguarda soprattutto la domanda estera, mentre quella interna resta solida e sostenuta soprattutto dall’aumento dei salari; è proprio grazie a questo fattore che la Bce è fiduciosa che l’inflazione possa aumentare; le stime prevedono che per il 2021 si attesti intorno all’1,80%, sempre più vicina all’obiettivo del 2%. 

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