8 ottobre 2018

Banca Popolare di Bari: violazioni accertate

La Consob ha stabilito sanzioni pecuniarie e amministrative (per 2,6 milioni complessivi) per manager, consiglieri di amministrazione ed altre figure di spicco della Banca Popolare di Bari, per una serie di violazioni relative a fatti accaduti tra il 2014 e il 2016.

Gli eventi contestati hanno a che vedere con le modalità di determinazione del prezzo degli aumenti di capitale nel periodo 2014-2015 e la profilatura di alcuni clienti a cui sono stati venduti degli strumenti, come titoli azionari, bond subordinati e finanziamenti baciati (cioè finalizzati all’acquisto delle azioni della stessa banca), anche se la loro propensione al rischio risultava molto bassa.

Le contestazioni sono partite da una verifica da parte di Banca d’Italia nel 2016, il cui punto centrale riguardava la gestione degli ordini di vendita dei titoli della Popolare di Bari: circa 200 segnalazioni sottolineavano continui ritardi dell’istituto negli inserimenti degli ordini, diversi errori operativi e carenze nelle procedure. La lentezza nell’esecuzione degli ordini si è resa evidente quando migliaia di soci hanno provato a liberarsi dei titoli e si è scoperto che il loro prezzo era stato fissato, nel 2014, a 9,53 euro senza che gli stessi investitori fossero stati avvertiti che la società di consulenza Deloitte aveva stimato il loro valore tra i 7 e gli 8 euro: il cda ha evitato di tenere in considerazione questi fattori e non ha citato niente nei prospetti.

La Banca Popolare di Bari, tramite un portavoce, ritiene invece di essersi comportata in modo corretto, senza violare le norme in materia di vigilanza e sottolinea che la sanzione applicata è ingiusta.

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